Quando rivolgersi al neuropsichiatra infantile?

Ogni bambino cresce con i suoi tempi, e piccole differenze rispetto ai coetanei sono normali. Ci sono però segnali che meritano un approfondimento specialistico. Rivolgersi al neuropsichiatra infantile non significa necessariamente che ci sia un disturbo: spesso la visita serve proprio a rassicurare i genitori o a cogliere per tempo una difficoltà, quando intervenire è più efficace.

I segnali che meritano attenzione

Ritardi nello sviluppo

Quando il bambino raggiunge con molto ritardo le tappe motorie (stare seduto, camminare), linguistiche (prime parole, prime frasi) o sociali (sorriso, sguardo condiviso, gioco con gli altri). Un campanello d’allarme importante, a qualsiasi età, è la perdita di abilità già acquisite.

Difficoltà di linguaggio e comunicazione

Un linguaggio molto povero per l’età, difficoltà a farsi capire o a capire, poca comunicazione anche non verbale (indicare, gesti, sguardo).

Attenzione e iperattività

Difficoltà marcate e persistenti a concentrarsi, a stare fermo o a controllare gli impulsi, presenti sia a casa sia a scuola. Approfondimento: quando si può definire un bambino iperattivo.

Segnali dello spettro autistico

Difficoltà nell’interazione sociale e nella comunicazione, comportamenti ripetitivi, interessi molto ristretti o reazioni insolite a suoni, luci o consistenze.

Difficoltà nell’apprendimento

Fatica persistente nella lettura, nella scrittura o nel calcolo nonostante l’impegno, che può far pensare a un disturbo specifico dell’apprendimento (DSA).

Comportamento ed emozioni

Crisi di rabbia frequenti e intense, aggressività, isolamento, ansia o paure che limitano la vita quotidiana, tristezza persistente, cambiamenti improvvisi del comportamento.

Sonno e alimentazione

Problemi cronici di sonno o di alimentazione che incidono sulla crescita e sul benessere del bambino e della famiglia.

Segnalazioni della scuola

Quando gli insegnanti osservano difficoltà significative nel comportamento, nella relazione o nell’apprendimento. Ne parliamo in quando le insegnanti segnalano un problema.

Altri sintomi neurologici

Tic, movimenti involontari, episodi di perdita di contatto o convulsioni, cefalee frequenti.

Pediatra, scuola e specialista: chi fa cosa

Il pediatra è il primo punto di riferimento e può indirizzare la famiglia allo specialista. La scuola osserva il bambino in un contesto diverso da quello familiare e può fornire informazioni preziose. Il neuropsichiatra infantile valuta il quadro nel suo insieme, formula l’eventuale diagnosi e coordina il percorso con gli altri professionisti.

Perché è importante non aspettare

Il cervello dei bambini ha una grande capacità di cambiamento, soprattutto nei primi anni di vita. Per questo un intervento precoce, quando necessario, permette di ottenere risultati migliori. Aspettare che la difficoltà “passi da sola” può far perdere tempo prezioso; una visita, al contrario, può anche semplicemente confermare che lo sviluppo procede nella norma.

Se decidete di prenotare, qui trovate come si svolge la visita.

Come può aiutarvi il Centro Creea

Il Centro Creea di Roma è una struttura territoriale ex art. 26 e un centro medico-riabilitativo accreditato dalla Regione Lazio, con un’équipe multidisciplinare di neuropsichiatri infantili, psicologi, logopedisti, terapisti della neuropsicomotricità e terapisti occupazionali. Il servizio di Neuropsichiatria Infantile è disponibile in regime privato e convenzionato.

Per informazioni o per prenotare una prima visita potete contattare la segreteria al 06 77201301 (dal lunedì al venerdì 8:00–20:00, il sabato 8:00–14:00) oppure consultare la pagina Come si accede ai servizi, dove trovate le modalità di accesso in regime privato e convenzionato.