PEI e PDP: differenze e obiettivi

Il Piano Educativo Individualizzato (PEI) e il Piano Didattico Personalizzato (PDP) sono due documenti fondamentali per l’inclusione scolastica degli alunni con disabilità, BES (bisogni educativi special) e DSA. Entrambi hanno l’obiettivo di garantire agli alunni un percorso formativo adeguato alle loro esigenze e di promuovere il loro successo scolastico.

Il PEI

Il PEI è un documento obbligatorio per tutti gli alunni con disabilità certificata. Viene redatto dalla scuola, in collaborazione con la famiglia e i servizi socio-sanitari, e deve essere aggiornato annualmente. Il PEI contiene le seguenti informazioni:

  • I dati anagrafici dell’alunno
  • La diagnosi di disabilità
  • I bisogni educativi speciali dell’alunno
  • Gli obiettivi educativi da raggiungere
  • Le strategie didattiche e metodologiche da adottare
  • I materiali e le attrezzature da utilizzare
  • Il ruolo dei diversi attori coinvolti (insegnanti, genitori, personale scolastico, servizi socio-sanitari)

Il PDP

Il PDP è un documento facoltativo che può essere redatto per gli alunni con BES e DSA. Viene redatto dal consiglio di classe, in collaborazione con la famiglia e gli insegnanti, e deve essere aggiornato annualmente. Il PDP contiene le seguenti informazioni:

  • I dati anagrafici dell’alunno
  • I BES o DSA dell’alunno
  • Gli obiettivi educativi da raggiungere
  • Le strategie didattiche e metodologiche da adottare
  • I materiali e le attrezzature da utilizzare
  • Il ruolo dei diversi attori coinvolti (insegnanti, genitori, personale scolastico)

Differenze tra PEI e PDP

Il PEI e il PDP hanno una serie di differenze, tra cui:

  • Il PEI è obbligatorio per tutti gli alunni con disabilità certificata, mentre il PDP è facoltativo per gli alunni con BES e DSA.
  • Il PEI viene redatto dalla scuola, in collaborazione con la famiglia e i servizi socio-sanitari, mentre il PDP viene redatto dal consiglio di classe, in collaborazione con la famiglia e gli insegnanti.
  • Il PEI contiene informazioni più dettagliate sui bisogni educativi speciali dell’alunno e sulle strategie didattiche e metodologiche da adottare, mentre il PDP contiene informazioni più generali sui BES o DSA dell’alunno e sulle strategie didattiche e metodologiche da adottare.

Obiettivi di PEI e PDP

PEI e PDP hanno lo stesso obiettivo principale: garantire agli alunni con disabilità, BES e DSA un percorso formativo adeguato alle loro esigenze e di promuovere il loro successo scolastico.

Per raggiungere questo obiettivo, PEI e PDP devono essere personalizzati in base alle caratteristiche individuali di ogni alunno. Inoltre, devono essere aggiornati annualmente, in modo da tenere conto dei progressi dell’alunno e delle eventuali esigenze che si presentano.

PEI e PDP sono strumenti fondamentali per l’inclusione scolastica degli alunni con disabilità, BES e DSA. Attraverso questi documenti, la scuola può garantire a tutti gli alunni un’istruzione di qualità e promuovere il loro successo scolastico.

Bambini e social network: Consigli per i genitori su come navigare in modo sicuro

L’avvento dei social network ha aperto nuove possibilità di connessione e comunicazione, ma presenta anche alcune sfide, specialmente per i genitori che devono garantire la sicurezza dei loro bambini online. In questo articolo, forniremo alcuni consigli utili per i genitori su come navigare in modo sicuro nel mondo dei social network per i bambini.

Supervisione e controllo: È fondamentale monitorare l’attività online dei propri figli e stabilire limiti chiari sull’uso dei social network. Assicuratevi di conoscere le piattaforme che utilizzano e controllate regolarmente le loro attività online. Inoltre, impostate restrizioni di privacy e filtri di contenuti appropriati per evitare l’accesso a contenuti inappropriati o dannosi.

Educazione sulla sicurezza online: Insegnate ai vostri figli le basi della sicurezza online. Spiegate loro l’importanza di non condividere informazioni personali o foto con estranei, di utilizzare password sicure e di segnalare eventuali comportamenti sospetti o abusivi. Promuovete il concetto di “netiquette”, cioè l’etichetta online rispettosa e responsabile.

Coinvolgimento e dialogo aperto: Mantenete un dialogo aperto con i vostri figli riguardo all’uso dei social network. Chiedete loro di condividere le loro esperienze online, ascoltateli e rispondete alle loro domande o preoccupazioni. Fate in modo che si sentano a loro agio nel parlare con voi se incontrano situazioni di cyberbullismo o altre problematiche online.

Modellare un comportamento positivo: Siate un modello positivo per i vostri figli nell’uso dei social network. Mostrate loro come utilizzare i social network in modo responsabile, rispettoso e consapevole. Evitate di condividere informazioni sensibili o pubblicare foto imbarazzanti che potrebbero compromettere la loro privacy o reputazione.

Impostare limiti di tempo: Stabilite dei limiti di tempo ragionevoli per l’uso dei social network. Trovate un equilibrio tra l’interazione online e le attività offline, come il tempo trascorso con la famiglia, lo sport o il gioco all’aperto. Inoltre, incoraggiate altre forme di socializzazione e comunicazione faccia a faccia.

Ricordate che la sicurezza online dei vostri figli è una responsabilità condivisa. L’educazione, la comunicazione aperta e la supervisione attiva possono contribuire a garantire che i bambini si godano i benefici dei social network in modo sicuro e responsabile.

Gestire le emozioni dei bambini: Strategie efficaci per il benessere emotivo

Le emozioni giocano un ruolo fondamentale nello sviluppo emotivo dei bambini.

Imparare a gestire le emozioni in modo sano e appropriato è una competenza importante che li accompagnerà per tutta la vita.

In questo articolo, esploreremo alcune strategie efficaci per aiutare i genitori a gestire le emozioni dei loro bambini.

Prima di tutto, è fondamentale essere presenti ed empatici nei confronti del bambino: mostrare interesse e preoccupazione autentica per le sue emozioni può creare un ambiente sicuro in cui il bambino si sente libero di esprimere se stesso.

E’ importante ascoltare attentamente ciò che dice e bisogna cercare di comprendere i suoi sentimenti. Rispettate e validate le sue emozioni, anche se potrebbero sembrare irrazionali o sproporzionate.

Insegnare il linguaggio emotivo è un passo importante per aiutare il bambino a identificare e comprendere le proprie emozioni. Parlate dei diversi tipi di emozioni e dei segnali fisici che le accompagnano. Ad esempio, potete dire: “Vedo che sei arrabbiato perché hai il viso rosso e le mani strette a pugno”. Questo aiuterà il bambino a sviluppare una maggiore consapevolezza delle sue emozioni.

Incoraggiate il bambino a esprimere le emozioni in modi sani e appropriati. Ad esempio, potete insegnargli strategie di gestione dello stress, come la respirazione profonda o il contare fino a dieci, per calmarsi quando si sente arrabbiato o frustrato. Promuovete anche la comunicazione aperta, incoraggiandolo a parlare delle sue emozioni e a chiedere aiuto quando ne ha bisogno.

Ricordate che voi siete un modello per il vostro bambino. Gestite le vostre emozioni in modo sano e mostrate come affrontare situazioni difficili in modo positivo. Prendiamo un altro esempio come spunto, potete esprimere la vostra frustrazione in modo assertivo invece di reprimere o scaricare la rabbia sugli altri. Questo insegnerà al bambino che è normale provare emozioni intense, ma che ci sono modi appropriati per esprimerle.

Date al bambino l’opportunità di sviluppare l’autonomia nell’espressione delle proprie emozioni.

Rispettate la sua individualità e incoraggiate la sua autenticità, sostenetelo nel trovare modi sani e creativi per esprimere se stesso, come attraverso l’arte, la scrittura o il gioco.

Deficit di Attenzione e Iperattività: Come gestire il disturbo nell’età evolutiva e adulta

Il Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD) è un disturbo neurobiologico che può influenzare significativamente la vita di chi ne è affetto, sia durante l’infanzia che nell’età adulta. Le aree in cui si riscontrano  maggiori difficoltà sono legate agli  apprendimenti scolastici, alla  socializzazione e a livello comportamentale a causa di una scarsa autoregolamentazione. Se diagnosticato precocemente , è possibile favorire il benessere e migliorare la qualità della vita delle persone con ADHD. In questo articolo, esploreremo alcune strategie utili per gestire il disturbo sia nell’età evolutiva che adulta.

Nel contesto dell’età evolutiva, è fondamentale che i genitori si informino sul disturbo e acquisiscano una comprensione approfondita delle sue caratteristiche. L’educazione riguardo all’ADHD può fornire strumenti pratici per affrontare le sfide quotidiane e favorire un ambiente adatto al bambino. Creare una routine stabile, fornire una struttura chiara e comunicare in modo chiaro possono aiutare il bambino a gestire il proprio comportamento. Una diagnosi precoce con personale esperto permette di individuare sin da subito le fragilità e intervenire con terapie e strategie generalizzate al contesto scolastico e domiciliare promuovendo apprendimenti di schemi funzionali.

Durante l’età adulta, è importante sviluppare strategie di autogestione per affrontare le sfide legate all’ADHD, la pianificazione e l’organizzazione possono essere cruciali per gestire efficacemente il tempo e le responsabilità quotidiane. L’utilizzo di strumenti come gli appunti, gli allarmi o le liste di cose da fare può facilitare il mantenimento dell’attenzione e la gestione delle attività.

Nell’età adulta, la gestione dello stress e la cura del benessere generale sono aspetti fondamentali per le persone con ADHD. L’esercizio fisico regolare, il riposo adeguato e una dieta equilibrata possono contribuire a migliorare la concentrazione e a ridurre l’iperattività. Inoltre, trovare strategie di coping per affrontare lo stress, come la pratica della meditazione o del rilassamento, può favorire una maggiore resilienza emotiva.

È importante sottolineare che ogni persona con ADHD è un individuo unico e le strategie di gestione potrebbero variare da persona a persona. Collaborare con professionisti specializzati, come psicologi o terapisti, può fornire un supporto mirato e personalizzato per affrontare le sfide specifiche del disturbo.

All’interno del nostro Centro Riabilitativo CREEA, offriamo supporto professionale per i bambini e adulti con ADHD. Il nostro team multidisciplinare lavora in sinergia per fornire valutazioni accurate, interventi personalizzati e strategie di gestione mirate per aiutare i nostri pazienti a raggiungere il loro pieno potenziale.

E’ Forse un DSA?

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) si configurano come Disturbi del Neurosviluppo con difficoltà nell’abilità di:

  • Lettura
  • Scrittura
  • Calcolo

Le linee Guida e le Raccomandazioni per la Pratica Clinica sottolineano l’importanza di cogliere i fattori di rischio.

Il Centro Creea offre l’opportunità di una consulenza gratuita per accogliere dubbi, domande o perplessità riguardante i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA).

TI ASPETTIAMO LUNEDI’ 13 MARZO DALLE 9.00 ALLE 18:00

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