Dubbi su Difficoltà dello Sviluppo? Una Guida su Cosa Fare

Ogni bambino è un universo unico, che si sviluppa a proprio ritmo. Le tappe dello sviluppo non sono scadenze rigide ma intervalli di tempo, e piccole differenze rispetto ai coetanei sono normali. A volte, però, il percorso di crescita presenta rallentamenti o caratteristiche che generano dubbi nei genitori. In questa guida trovate i passi da seguire e alcuni segnali che vale la pena non sottovalutare.

1. Ascoltate il vostro intuito

I genitori sono gli osservatori più attenti dei propri figli e spesso sono i primi a percepire che qualcosa non va. Se avete la sensazione che qualcosa sia diverso, non ignoratela: chiedere un parere non significa “etichettare” il bambino, ma prendersene cura.

2. Osservate il bambino nella vita di tutti i giorni

Notate come comunica, come gioca, come si muove e come entra in relazione con voi e con gli altri bambini. Annotare esempi concreti (quando succede, in quali situazioni, da quanto tempo) sarà molto utile durante la visita.

Alcuni segnali da non sottovalutare

Questi segnali sono indicativi e non bastano da soli per una diagnosi, ma meritano un confronto con il pediatra o con uno specialista:

  • intorno ai 12 mesi: assenza di lallazione, non indica con il dito, non risponde al proprio nome;
  • intorno ai 16-18 mesi: nessuna parola, non cammina ancora;
  • intorno ai 24 mesi: non usa frasi spontanee di due parole;
  • dai 3 anni: linguaggio difficile da comprendere, gioco poco vario o molto ripetitivo, difficoltà marcate nella relazione con i coetanei;
  • a qualsiasi età: perdita di abilità già acquisite nel linguaggio, nel gioco o nella relazione.

3. Parlatene con il pediatra

Il pediatra conosce la storia del bambino ed è il primo punto di riferimento: può valutarlo, monitorarne la crescita nel tempo e, se necessario, indirizzarvi a uno specialista.

4. Richiedete una valutazione neuropsichiatrica infantile

Il neuropsichiatra infantile è il medico specializzato nella valutazione e nel trattamento dei disturbi del neurosviluppo. Durante la valutazione può:

  • valutare le capacità cognitive, linguistiche, motorie, sociali ed emotive del bambino;
  • osservarne il comportamento in diverse situazioni;
  • proporre approfondimenti con altri professionisti, come logopedista, psicologo o terapista della neuropsicomotricità;
  • formulare una diagnosi e spiegarne i risultati ai genitori in modo chiaro;
  • definire un piano di intervento personalizzato;
  • collaborare con la famiglia, la scuola e gli altri professionisti coinvolti.

Per sapere come si svolge l’incontro potete leggere la nostra guida alla visita neuropsichiatrica infantile.

Cosa è meglio evitare

  • Aspettare a lungo sperando che la difficoltà passi da sola, se persiste nel tempo.
  • Confrontare continuamente il bambino con fratelli o coetanei.
  • Affidarsi solo a informazioni trovate online o a test fai-da-te.

Perché agire presto

Nei primi anni di vita il cervello è particolarmente plastico: un intervento tempestivo, quando necessario, può fare una grande differenza. E se la valutazione conferma che lo sviluppo procede nella norma, avrete comunque ottenuto una risposta e qualche indicazione utile per sostenere la crescita del vostro bambino.

Come può aiutarvi il Centro Creea

Il Centro Creea di Roma è una struttura territoriale ex art. 26 e un centro medico-riabilitativo accreditato dalla Regione Lazio, con un’équipe multidisciplinare di neuropsichiatri infantili, psicologi, logopedisti, terapisti della neuropsicomotricità e terapisti occupazionali.

Per informazioni o per prenotare una prima visita potete contattare la segreteria al 06 77201301 (dal lunedì al venerdì 8:00–20:00, il sabato 8:00–14:00) oppure consultare la pagina Come si accede ai servizi, dove trovate le modalità di accesso in regime privato e convenzionato.