Bambini e social network: Consigli per i genitori su come navigare in modo sicuro

I social network fanno parte della vita quotidiana di bambini e ragazzi: permettono di restare in contatto con gli amici, esprimersi e imparare. Allo stesso tempo espongono a rischi che i più piccoli non sempre sanno riconoscere. Il compito dei genitori non è vietare tutto, ma accompagnare i figli verso un uso consapevole e sicuro.
La maggior parte delle piattaforme prevede un’età minima di 13 anni. In Italia, inoltre, la legge stabilisce che fino a 14 anni l’iscrizione ai servizi online che trattano dati personali richiede il consenso dei genitori. Al di là delle regole, conta la maturità del singolo ragazzo: un ingresso graduale e accompagnato è sempre preferibile.
I rischi principali
- Contenuti inadatti all’età, violenti o che promuovono comportamenti pericolosi.
- Contatti con sconosciuti e tentativi di adescamento.
- Cyberbullismo: offese, esclusione, diffusione di foto o messaggi senza consenso.
- Condivisione eccessiva di dati personali, foto e posizione.
- Uso eccessivo, che può ridurre il sonno, lo studio, il movimento e le relazioni dal vivo.
- Confronto continuo con modelli irrealistici, con effetti sull’autostima.
Supervisione e controllo
Conoscete le piattaforme che usano i vostri figli e configuratele insieme a loro: profili privati, limitazione dei messaggi da sconosciuti, disattivazione della geolocalizzazione. Usate gli strumenti di controllo parentale offerti dai dispositivi e dalle app, spiegando ai ragazzi a cosa servono.
Educazione alla sicurezza online
Insegnate le regole di base: non condividere informazioni personali o foto con sconosciuti, usare password sicure e non comunicarle a nessuno, non accettare richieste di amicizia da persone che non si conoscono di persona, segnalare e bloccare chi mette a disagio. Promuovete la “netiquette”: rispettare gli altri online come nella vita reale.
Dialogo aperto e senza giudizio
Chiedete ai vostri figli cosa fanno online, cosa li diverte e cosa li preoccupa. È importante che sappiano di poter venire da voi se qualcosa va storto, senza temere punizioni immediate: un ragazzo che teme di perdere il telefono tende a non raccontare quello che gli succede.
Regole di famiglia sul tempo online
- stabilite insieme tempi e momenti per l’uso dei dispositivi;
- niente schermi durante i pasti e nell’ora che precede il sonno;
- dispositivi fuori dalla camera da letto durante la notte;
- spazio per sport, gioco all’aperto e incontri con gli amici dal vivo.
Siate un esempio
I figli imparano soprattutto osservando gli adulti. Anche il modo in cui i genitori usano lo smartphone e i social, e cosa pubblicano dei propri figli, è un messaggio educativo.
Quando chiedere aiuto
Vale la pena confrontarsi con uno specialista se notate segnali come isolamento, calo del rendimento scolastico, disturbi del sonno, irritabilità quando non si può usare il telefono, cambiamenti improvvisi dell’umore o segnali di cyberbullismo. Il servizio di Psicologia dell’età evolutiva può aiutare ragazzi e famiglie ad affrontare queste difficoltà.
Come può aiutarvi il Centro Creea
Il Centro Creea di Roma è una struttura territoriale ex art. 26 e un centro medico-riabilitativo accreditato dalla Regione Lazio, con un’équipe multidisciplinare di neuropsichiatri infantili, psicologi, logopedisti, terapisti della neuropsicomotricità e terapisti occupazionali.
Per informazioni o per prenotare una prima visita potete contattare la segreteria al 06 77201301 (dal lunedì al venerdì 8:00–20:00, il sabato 8:00–14:00) oppure consultare la pagina Come si accede ai servizi, dove trovate le modalità di accesso in regime privato e convenzionato.
