Quando le Insegnanti Segnalano un Problema per i Bambini dai 3 ai 5 Anni

La scuola dell’infanzia è un osservatorio privilegiato sullo sviluppo dei bambini. Le insegnanti vedono ogni giorno il bambino in un contesto diverso da quello familiare, insieme ai coetanei e alle prese con regole, attività e routine di gruppo. Per questo una loro segnalazione merita sempre attenzione: non è un giudizio, ma un’informazione preziosa da approfondire insieme.
Perché le insegnanti notano cose diverse dai genitori
A casa il bambino si muove in un ambiente conosciuto, con adulti che ne interpretano bisogni e richieste. A scuola deve invece comunicare con persone diverse, rispettare turni e tempi, partecipare ad attività strutturate. Alcune difficoltà emergono proprio in queste situazioni.
I segnali che le insegnanti possono osservare tra i 3 e i 5 anni
- Sviluppo motorio: goffaggine marcata, difficoltà a correre, saltare, salire le scale, oppure a usare forbici, matite e piccoli oggetti.
- Linguaggio: vocabolario povero per l’età, frasi molto semplici, pronuncia difficile da comprendere, fatica a capire consegne semplici.
- Attenzione: difficoltà a restare su un’attività anche per pochi minuti, distraibilità molto elevata.
- Comportamento: crisi di rabbia frequenti, aggressività, difficoltà marcate a rispettare le regole del gruppo.
- Relazione: tendenza a isolarsi, poco interesse per il gioco con i coetanei, difficoltà a condividere l’attenzione con l’adulto.
- Prerequisiti dell’apprendimento, nell’ultimo anno: difficoltà a riconoscere suoni e rime, a memorizzare filastrocche, a orientarsi nello spazio del foglio.
Cosa fare quando l’insegnante segnala un problema
1. Parlate con l’insegnante
Chiedete esempi concreti: in quali momenti emerge la difficoltà, da quanto tempo, se si presenta ogni giorno o solo in alcune situazioni. Può essere utile chiedere una breve relazione scritta da portare al pediatra o allo specialista.
2. Confrontatevi con il pediatra
Il pediatra conosce la storia del bambino e può valutare se è opportuno un approfondimento e verso quale specialista indirizzarvi.
3. Richiedete una valutazione specialistica
La valutazione può essere condotta dal neuropsichiatra infantile e, a seconda delle difficoltà, da altri professionisti come il logopedista o il terapista della neuropsicomotricità (TNPEE). Per sapere quando è il momento giusto potete leggere quando rivolgersi al neuropsichiatra infantile.
Una segnalazione non è una diagnosi
Non tutti i segnali indicano un disturbo dello sviluppo: a volte il bambino attraversa un periodo di fatica legato a un cambiamento, alla nascita di un fratellino o semplicemente ai suoi tempi di maturazione. La valutazione serve proprio a distinguere le situazioni da monitorare da quelle in cui è utile intervenire. Nei primi anni di vita, intervenire presto fa la differenza.
Consigli per i genitori
- Collaborate con l’insegnante e mantenete un dialogo aperto.
- Condividete con la scuola le informazioni utili sul bambino e sulle sue abitudini.
- Evitate di vivere la segnalazione come una critica alla famiglia o al bambino.
- Tenete traccia delle osservazioni, vostre e della scuola, da portare alla visita.
- Dopo un’eventuale valutazione, condividete con la scuola le indicazioni dello specialista: anche nei gruppi di lavoro con la scuola (GLO) il confronto tra famiglia, insegnanti e clinici è fondamentale.
Come può aiutarvi il Centro Creea
Il Centro Creea di Roma è una struttura territoriale ex art. 26 e un centro medico-riabilitativo accreditato dalla Regione Lazio, con un’équipe multidisciplinare di neuropsichiatri infantili, psicologi, logopedisti, terapisti della neuropsicomotricità e terapisti occupazionali.
Per informazioni o per prenotare una prima visita potete contattare la segreteria al 06 77201301 (dal lunedì al venerdì 8:00–20:00, il sabato 8:00–14:00) oppure consultare la pagina Come si accede ai servizi, dove trovate le modalità di accesso in regime privato e convenzionato.
